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RT-20P
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L'mwbqRT-20P (codice GRAU mwbw8K99) era un mwcamissile balistico intercontinentale mobile sviluppato e costruito in mwcqUnione Sovietica negli mwcganni sessanta. Conosciuto in Occidente con il mwcwnome in codice NATO di mwdaSS-X-15 Scrooge, fu il primo ICBM mobile progettato dai sovieticicite-ref-globalsecurity-org-1-0[1], ma non entrò mai in servizio operativo.

Contents

Note

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Storia del progetto

La terza generazione di missili balistici intercontinentali russi includeva cinque tipi, prodotti da uffici di progettazione diversi. Tre di essi divennero operativi, l'mwfaR-36 (SS-9 'Scarp'), RS-10 (mwfqSS-11 'Sego') e RS-12 (mwfgSS-13 'Savage'), mentre due furono annullati: GR-1/UR- 200 (SS-X-10) e l'RT-20P (SS-X-15).

In seguito al prolungato sviluppo dell'ICBM mobile Shavyrin PR-90 Gnom,cite-ref-2[2] si decise di autorizzare l'mwhaOKB-586 di mwhqDnepropetrovsk, diretto dal progettista mwhgMichail Kuz'mič Jangel', allo sviluppo di un ulteriore ICBM mobile. Questo missile doveva essere dotato di un peso al lancio non superiore alle 30 tonnellate, ed utilizzare una tecnologia più convenzionale. La risoluzione del mwhwConsiglio dei Ministri dell'URSS n.316-317, emessa il 4 aprile mwia1961, diede l'avvio alla progettazione di un nuovo ICBM mobile bi/tristadio a propellente solido. L'OKB-586 lavorò sul progetto preliminare (NIR) del missile, designato RT-20P, tra il 1961 ed il mwiq1962. Venne considerato dapprima l'uso di tre stadi, tutti utilizzanti propellente solido, ma con questa soluzione si rivelò impossibile ottenere il peso al lancio desiderato. Infatti il missile arrivava a pesare ben 50 tonnellate, ed era simile all'mwigRT-2. La soluzione adottata dall'ufficio tecnico dell'OKB-586 fu un missile a propulsione mista, utilizzante sia propellente solido che liquido. Si trattava di una soluzione mai sperimentata prima di allora,cite-ref-aavv-3-0[3] che comunque venne approvata dal Consiglio dei Ministri con la risoluzione n.565-197 del 22 maggio mwjw1963cite-ref-4[4] La proposta finale riguardava un missile bistadio (designato 8K99) con un peso al lancio non superiore alle 30 tonnellatecite-ref-5[5] Sulla base dei risultati positivi del lavoro sperimentale effettuato della direzione tecnica dell'OKB-586, il governo sovietico decise, nel novembre 1963, di sviluppare un sistema mobile di missili ICBM.

Il progetto definito in dettaglio venne completato nel dicembre mwmq1964, e il suo sviluppo fu ufficialmente autorizzato il 24 agosto del mwmg1965.cite-ref-6[6] Il capo progettista mwnwJangel', realizzò anche disegni per versioni del missile lanciabili sia da silos corazzati che da sommergibili.

L'ingegner Jangel aveva già iniziato le ricerche sui motori a propellente solido nel novembre 1960, e nel 1963 creò una unità di ricerca controllata dall'OKB-586, designata KB-5, presso la fabbrica meccanica di mwoqPavlograd. A capo dell'ufficio progettazione fu messo l'ingegnere V. M. Shkurenko, che iniziò una serie di prove e collaudi all'interno dei locali della fabbrica. I primi test portarono alla prima grande prova di funzionamento del propulsore 15D15 già nel gennaio 1964, mentre quelli operativi iniziarono nell'aprile 1965 presso l'istituto di ricerca NII-58, sito a mwogKrasnoarmejsk, nella mwowregione di Mosca. Nel febbraio 1966 il KB-5 venne riorganizzato per concentrarsi esclusivamente nella ricerca e sviluppo dei motori a propellente solido, sotto la direzione di V. I. Kusushkincite-ref-7[7]. Il motore per il sistema d'arma RT-20P era basato sul design originariamente sviluppato dall'OKB-7 per l'SLBM D-6. L'ingegnere Boris Zhukov curò lo sviluppò dei quattro ugelli del propulsore presso l'istituto di ricerca NII-125.

Descrizione tecnica

L'RT-20P (8K99) era un missile ICBM bistadio, lanciabile da veicolo mobile, lungo 17,48 m e largo 1,51 m, pesava al lancio 30mwqw 200mwra mwrqkgcite-ref-globalsecurity-org-1-1[1] (30mwsg 900 con testata pesante), e 38mwsw 800mwta kg compreso il contenitore di lancio. La gittata massima stimata era variabilecite-ref-globalsecurity-org-1-2[1] tra 8mwuq 000 a 11mwug 000mwuw km in base alla mwvatestata nucleare trasportata.

Il primo stadio a mwvgpropellente solido, designato 15D15, dotato di quattro ugelli di scarico, sviluppava una spinta di 600 kN al livello del mare. La prima fase di lancio utilizzava i quattro ugelli rotanti per il controllare il missile durante il volo. Il secondo stadio RD-857/ 15D12 utilizzava un motore a mwvwpropellente liquido sviluppato presso l'officina Yuzhnoye KB-4 diretta da Ivan Ivanov. I propellenti utilizzati erano i tradizionali N2O4/UDMHcite-ref-8[8]. Tale propulsore, successivamente aggiornato allo standard 15D169 venne utilizzato sull'ICBM mwxaUR-100cite-ref-aavv-3-1[3]. Lo stesso stadio aveva l'inusuale designazione 8K94, di solito utilizzata per designare un missilecite-ref-9[9].

Il missile poteva essere dotato di due diverse veicoli di rientro appositamente sviluppati. Per la separazione della testata dal secondo stadio venivano utilizzati tre motori a razzo di piccole dimensioni. Il veicolo di rientro pesante, avente un peso totale di 1mwzg 410mwzw kg, era dotato di una carica termonucleare della potenza di 1,5 mwaamegaton, con un margine di errore (CEP) di 2mwaq km (fonti di mwagintelligence occidentale) ad una distanza di 8mwaw 000mwba km. La testata leggera, del peso di 545mwbq kg, era armata con una carica termonucleare di 550 mwbgkiloton, permetteva un CEP di 4mwbw km (fonti russe)cite-ref-globalsecurity-org-1-3[1].

Il missile veniva trasportato, all'interno di un cilindro lungo 18,9 metri, da un apposito Transporter-Erector-Launcher (TEL) motorizzato. Il veicolo lanciatore utilizzava lo chassis del mwdqcarro da battaglia mwdgT-10M, e venne appositamente sviluppato presso la fabbrica KB-3 Kirov di mwdwLeningrado, diretta da Zhozef Kotin. L'unità di lancio, designata 15P699, pesava 65 tonnellate missile compreso, 29,96 t solo il veicolo, che era lungo 7,250 m e largo 3,380 m. La prevista dotazione del reparto operativo comprendeva sei veicoli lanciamissili 15P699, uno (15N809) per determinare la posizione e la guida della testata del missile, due veicoli (15N1034) per la completa determinazione della posizione di lancio, due veicoli (15P694) dotati di generatori elettrogeni diesel per la fornitura completa di energia elettrica, e alcuni veicoli di comunicazione a lungo raggio. Il sistema di lancio utilizzato era a freddo, con la tecnica di sparo dei mortaicite-ref-globalsecurity-org-1-4[1].

Il sistema di navigazione inerziale, sviluppato dalla Khartron, utilizzava avanzati mwfggiroscopi posizionati su un cuscinetto d'aria.

Impiego operativo

Nel 1965 il governo sovietico decise di mostrare i veicoli di lancio dei missili mwgqRT-15 e RT-20Pcite-ref-10[10] all'opinione pubblica mondiale, durante la parata militare tenutasi il 7 novembre mwhg1965 sulla mwhwPiazza Rossa di Mosca. Il due nuovi sistemi ricevettero la designazione NATO di SS-X-14 Scapegoat e SS-X-15 Scroogecite-ref-globalsecurity-org-1-5[1]cite-ref-11[11]. Un team di progettisti del K.B.E.M., guidati da B.G. Bochkov, realizzò il sistema di lancio 15P096. Nel corso del 1966 ne vennero progettate due versioni, al fine di garantire la sopravvivenza del missile anche dopo l'esplosione di testate nucleari nemiche nelle vicinanze. La prima era dotata di contenitore corazzato (15P699) con sistema di attenuazione dello shockcite-ref-12[12], l'altra (15P099) usava un anello di montaggio sospeso su cui era posizionato il contenitore del missile. In tutte e due una cartuccia di gas freddo da 250mwla kg espelleva il missile ad una velocità di 30mwlq m/s, e raggiunta l'altezza di 20 o 30 m avveniva l'accensione del primo stadio. Questo rappresentò il primo uso di tale tecnica operativa, in seguito adottata per tutti gli ICBM dell'arsenale nucleare sovietico. I primi due missili di prova, designati 1L e 2L, vennero inviati a Plesetsk l'11 marzo e il 28 aprile mwlg1967cite-ref-13[13] e il primo lancio fu effettuato il 20 ottobre dal mwmwpoligono della base.

Il veicolo di lancio completo fu mostrato pubblicamente per la prima volta nella grande parata di Mosca, tenutasi il 7 novembre mwnq1967. Nel quadro del programma congiunto di test operativi era previsto il lancio di 35 missili, ma delle 48 prove effettuate al banco del motore 15D15, solamente 28 di loro diedero risultati positivi, e portarono ad un ritardo della data del primo lancio. Infatti le prove in volo dei missili iniziarono con più di un anno di ritardo dai termini fissati dal governo sovietico (secondo trimestre 1966), e complessivamente vennero effettuati nove lanci,cite-ref-globalsecurity-org-1-6[1] l'ultimo dei quali il 7 agosto mwog1969. Durante le prove la gittata massima registrata fu di 5mwow 000mwpa km con testata pesante, e 7mwpq 000mwpg km con quella leggera. Questo rese il missile solo parzialmente mwpwintercontinentale, dal momento che poteva raggiungere solo obiettivi posti nel nord-est degli mwqaStati Uniti con lancio da qualsiasi posizione nel nord-ovest dell'Unione Sovietica.cite-ref-14[14]

Inizialmente si pensò di realizzarne tre versioni: una con lancio da rampa stradale mobile (mwrgRT-20P), una con lancio da silo (mwrwRT-20PII) e una con lancio da vagone ferroviario. Solo la prima VENNE effettivamente collaudata,cite-ref-globalsecurity-org-1-7[1] ED Il programma fu definitivamente cancellato nell'ottobre DEL mwta1969. La motivazione ufficiale fu il disagio dei vertici militari ad avere missili a testata nucleare in giro per le campagne dell'mwtqUnione Sovietica, ma in realtà l'RT-20P non raggiunse mai la gittata massima prevista. Seconda fonti russe alcune unità preoperative, assieme ad alcuni missili IRBM mwtgSS-14 Scapegoat, vennero brevemente schierate al confinecite-ref-15[15] con la mwuwCinacite-ref-16[16] dopo la rottura dei rapporti tra quest'ultima e l'Unione Sovieticacite-ref-aavv-3-2[3].

L'intelligence occidentale ebbe alcuni problemi con l'identificazione di questo programma. Per prima cosa lo considerò sempre come sistema d'arma "di teatro", invece che un ICBM, attribuendogli poi solamente otto lanci (in pratica tutti tranne il primo)cite-ref-17[17]. Inoltre, vi erano incertezze sull'esatta struttura del missilecite-ref-18[18]. Infatti, non solo non si era in grado di determinare l'esatto propellente utilizzato nel primo stadio, ma non si sapeva con certezza neanche da quanti stadi fosse effettivamente compostocite-ref-globalsecurity-org-1-8[1].

Versioni

• mw1aRT-20P: versiione con lancio da rampa mobile stradale
• mw1gRT-20PII: versione con lancio da silos corazzato, non realizzatacite-ref-aavv-3-3[3]

Utilizzatori
Note

cite-note-globalsecurity-org-11. globalsecurity.org.
cite-note-22. Lo sviluppo dell'ICBM PR-90 Gnom, dotato di mw-aramjet, venne autorizzato nel mw-q1958 e terminò nel mw-g1965 alla morte del capo progettista Boris Shavyrin.
cite-note-aavv-33. AAVV (Oleg Bukharin, Timur Kadyshev, Eugene Miasnikov, Pavel Podvig, Igor Sutiagin, Maxim Tarasenko, Boris Zhelesov Autori: Oleg Bucharin, Timur Kadyshev, Eugene Miasnikov, Pavel podvig, Igor Sutiagin, Maxim Tarasenko, Boris Zhelesov). mwaqgRussian Strategic Nuclear Weapons, Pavel Podvig, ed., IzdAT, Moscow, 1998, pag.492.
cite-note-44. In questa data la progettazione e la ricerca sull'RT-20P venne trasferita al ROC.
cite-note-55. Esso utilizzava un primo stadio (15D15) a propellente solido, ed un secondo stadio (15D12) a propellente liquido ad alte prestazioni.
cite-note-66. Poco tempo dopo l'mwariingegnere Shavyrin morì, e lo sviluppo del PR-90 Gnom venne cancellato, lasciando solamente l'RT-20P come progetto relativo ad un ICBM mobile.
cite-note-77. Che avrebbe ricoperto quella posizione per circa trenta anni.
cite-note-88. Dimetilidrazina asimmetrica e Tetrossido di diazoto.
cite-note-99. Secondo alcune fonti russe era stato originariamente progettato per il requisito che diede vita al missile Korolev 8K79.
cite-note-1010. Tutti e due senza i missili.
cite-note-1111. Anche se quest'ultimo venne designato da alcune agenzie di intelligence occidentali come SS-X-Z.
cite-note-1212. mwasuOnda d'urto, radiazioni, impulsi EMP, ecc.
cite-note-1313. Entrambi i missili erano destinati ad essere lanciati, uno da postazione tecnica e uno da semovente lanciatore.
cite-note-1414. Ad esempio poteva raggiungere mwaswNew York con lancio da Plesetsk.
cite-note-1515. mwata(mwatemwatiEN) mwatmmwatqRT-20P (SS-15 Scrooge) Russian Medium Range Ballistic Missile, su mwatutechbastard.com. mwatyURL consultato il 26 febbraio 2013.
cite-note-1616. Nel 1968 truppe sovietiche attaccarono le guardie di frontiera cinesi sul fiume mwatoUssuri, ma la crisi non degenerò in guerra. Nel 1970 alcuni missili RT-20P vennero schierati nella zona del lago mwatsBujr nuur (in mongolo Буйр нуур), sito nella mwatwMongolia orientale, provincia del Dornod, distretto di Halhgol, ai confini con la Cina.
cite-note-1717. Anche se secondo alcune fonti russe i lanci di prova furono dodici.
cite-note-1818. mwaumA History of Strategic Arms Competition 1945-1972 (U), Volume 3, A Handbook Of Selected Soviet Weapon and Space Systems, United States Air Force, June 1976, p.216.

Bibliografia

• citerefunited-states-air-force1976(EN) A History of Strategic Arms Competition 1945-1972 Volume 3, A Handbook Of Selected Soviet Weapon and Space Systems. United States Air Force, 1976.
• Duncan, Lennox. mwaugRT-20 (SS-X-15 'Scrooge' and 8K99). Jane's Strategic Weapon Systems (Obsolete systems). (consultato il 23 febbraio 2013)
• citerefgianvanni-gianvanni1981Paolo Gianvanni, Pietro Gianvanni, Deterrente Missilistico Strategico, Firenze, Ed. AI, 1981.
• citerefpodvig-bukharin-kadyshev-miasnikov-sutiagin-tarasenko-zhelesov1998(RU) Pavel Podvig, Oleg Bukharin, Timur Kadyshev, Eugene Miasnikov, Igor Sutiagin, Maxim Tarasenko, Boris Zhelesov, Russian Strategic Nuclear Weapons, Moscow, IzdAT edizioni, 1998.
• citerefpry1999(EN) Peter Vincent Pry, War Scare: Russia and America on the Nuclear Brink, London., Praeger, 1999, ISBN 0-275-96643-7.
• citerefyenne-yenne2005(EN) Bill Yenne, William Yenne, Secret Gear, Gadgets, and Gizmos, St. Paul, Zenith Press, 2005, ISBN 1-61060-744-9.
• citerefzaloga2002(EN) Stephen J. Zaloga, The Kremlin Nuclear Sword. The Rise and Fall of Russia's Nuclear Forces 1945-2000, Washington D.C., Smithsonian Institution Press, 2002, ISBN 1-61060-744-9.

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Collegamenti esterni

• mwavu(EN) John Pike, RT-20P / SS-15 SCROOGE, su globalsecurity.org. URL consultato il 26 febbraio 2013.
• mwavc(EN) RT-20P - Encyclopedia Astronautica, su astronautix.com. URL consultato il 1º marzo 2010.
• mwavk(EN) RT-20P (SS-15 Scrooge) Russian Medium Range Ballistic Missile, su techbastard.com. URL consultato il 26 febbraio 2013.